Sora chiude, e non è solo la fine di una app
La decisione di OpenAI segna un cambio di priorità nell’AI generativa e riapre i dubbi sulla tenuta industriale del mercato dei video creati con l’intelligenza artificiale
Per due anni Sora è stata una delle immagini più riconoscibili dell’AI generativa applicata ai video. Le clip create da prompt testuali, rilanciate di continuo sui social, erano diventate la prova più immediata del salto di qualità raggiunto da questi strumenti. Per questo la decisione di OpenAI di chiuderla pesa più di quanto sembri. Non riguarda solo la fine di una app diventata popolare. Segnala anche un cambio di direzione dentro OpenAI, che secondo diverse ricostruzioni sta concentrando le proprie risorse su prodotti più richiesti dal mercato, come coding, produttività e servizi per aziende. La generazione video, almeno per ora, sembra essere uscita dal centro della strategia. La chiusura ha avuto effetti anche sul piano industriale.
Con Sora si è infatti sfilacciata pure l’operazione annunciata con Disney, che avrebbe dovuto portare in OpenAI un investimento da 1 miliardo di dollari e un accordo sulle licenze di centinaia di personaggi del gruppo. Secondo Reuters, però, quell’intesa non era mai stata finalizzata. Il punto più interessante è forse questo: se anche il prodotto simbolo della video-AI viene accantonato così presto, significa che il settore non ha ancora trovato un equilibrio credibile tra costi, utilità reale e modello di business.
Più che una rivoluzione compiuta, Sora rischia di restare il simbolo di una fase di entusiasmo molto forte, ma ancora irrisolta.
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